Lettera · italiano
Lettera all’Italia
L’Egitto ci scrisse Fenku. La Mesopotamia disse Canan'i. I greci ci chiamarono fenici. Roma ci etichettò punici. L’ebraico ci condannò cananei.
Siamo ancora qui. E voi continuate a condannarci, a ucciderci, e a volere la terra e la storia.
Annibale, figlio della figlia di Tiro, portò la guerra in Italia: Trebbia, Trasimeno, Canne. Roma insegnò l’incubo e bruciò Cartagine. Teneste l’alfabeto. Scriveste latino con i nostri segni. Motya, nello Stagnone, era lo stesso gesto di Tiro: una roccia nell’acqua. La linea di Roma e Cartagine è una linea sola, e passa per questa costa.
Cinque nomi. Una costa. La casa è aperta. Siamo ancora qui.
Gad Yaton
Toros Resabiados